Poesia di Fabio Volo.
Il tuo respiro era come una libellula di stagno
che rispecchia l’amore della palude per la tempesta
così irraggiungibile forse nella nebbia padana.
Io mi lavavo il cuore col sapone di Marsiglia
comprato allo shop di Said all’angolo con via de Panari
per non dimenticare le mie origini e te.
Che tu sola sei sostanza dei giorni miei
e ne approfitto per salutare così il mio amico Jovanotti.
Fabio Volo,
scrittore, poeta, conduttore tv, conduttore radio, fornaio, attore, imbianchino, idraulico, chiamare ore pasti, no perditempo




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